La valle del cibo dilaga nel mondo

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Il presidente Sergio Mattarella incontra a Washington la comunità italiana (foto di repertorio)

L’onda lunga dell’Expo di Milano  si manifesta attraverso la prima settimana della cucina italiana nel mondo, che tra il 21 e il 27 novembre sarà presente in centocinque paesi con milletrecento eventi. L’iniziativa è stata condotta dallo chef modenese Massimo Bottura, aiutato dalla moglie newyorkese Lara Gilmore. Nell’Emilia Romagna viene individuata la valle del cibo e le specialità della zona hanno furoreggiato nell’anteprima delle manifestazioni tenutasi a Washington. Il menù della serata, interamente emiliano-romagnolo, è stato presentato come un sogno e un’idea della regione. Ecco i particolari: antipasto migliore del caviale, a base di lenticchie cotte in un brodo di anguilla di Comacchio. Primo: risotto di vialone nano al parmigiano reggiano (riso cacio e pepe) con aceto balsamico. A seguire: la parte croccante della lasagna dalla cucina della nonna. Infine un filetto di vitello che sembra ma non è grigliato: manzo cotto sotto pressione a bassa temperatura.

            Il gustoso incontro si è  svolto nella sede dell’ambasciata italiana, dove il nostro rappresentante diplomatico ha spiegato che la nostra identità viene creata dai cinque sensi, come si è poi avuto cura di dimostrare.

            La cosiddetta food valley, che coincide con la regione Emilia Romagna, secondo il presidente Stefano Bonaccini è l’area con il più alto numero di prodotti a denominazione di origine protetta nell’Italia che è essa stessa la culla di una eccezionale biodiversità.

            Sul piano economico va rilevato  che l’export del nostro comparto agroalimentare ha quasi raggiunto i trentasette miliardi di euro l’anno. E, a quanto assicurano fonti del ministero delle politiche agricole e dello sviluppo economico, si può ancora migliorare proseguendo nella strada tracciata attraverso il piano di internazionalizzazione del made in Italy.

N°70  giovedì 17 novembre 2016