La Francia sceglie a sinistra

1407
L’ex primo ministro Manuel Valls, che concorre alle primarie

La sinistra francese sceglie il candidato per le prossime elezioni presidenziali. Le primarie di oggi vedono in campo sette aspiranti al ruolo; il ballottaggio tra i primi due è fissato per la domenica successiva. Dopo il gran rifiuto di François Hollande in clamoroso calo nei sondaggi, a contendersi la designazione sono principalmente l’ex primo ministro Manuel Valls e il deputato Arnaud Montebourg, che è stato il portavoce di Ségolène Royal durante le elezioni del 2007.

Unica donna è la radicale Sylvia Pinel, che non gode ancora di particolare notorietà, così come l’ecologista Jean-Luc Bennahmias che pure è impegnato in questa campagna che incoraggia le maggiori ambizioni. C’è un terzo incomodo: Benoît Hamon, che potrebbe accomunare Valls nella stessa esclusione che a destra è toccata all’altro ex primo ministro François Fillon. Alcuni segnali sono giunti in questo senso, se si considera che Valls è stato più volte contestato al punto che ha dovuto annullare alcuni comizi. La sua linea politica punta ora sul tema della unificazione, ma rimangono le riserve sulle scelte da lui operate quando era premier.

Il personaggio in ascesa è proprio Hamon, quarantanove anni, con un passato di ministro dell’istruzione, il quale si ispira al programma di Bernie Sanders sulle politiche ambientali e su un modello alternativo di sviluppo economico. Un primo risultato l’ha ottenuto portando alla ribalta un dibattito sulla possibilità di far pagare allo stato un reddito universale per tutti i cittadini. Come si vede, è questo un tema ricorrente in grado di attirare il consenso popolare, salvo a verificare la concreta praticabilità dell’ipotesi, come avviene da noi per il cosiddetto reddito di cittadinanza.

Per parte sua Montebourg, cinquantaquattro anni, ex ministro della economia, è un teorico di demondializzazione, fine della globalizzazione e protezionismo a oltranza. Intende uscire dal patto di stabilità e rovesciare il tavolo con la Germania: anche qui vengono ripresi temi che su vari fronti interpretano sentimenti diffusi tra la gente; ma siamo sempre sul piano delle enunciazioni di principio.

C’è un aspetto che non va trascurato e riguarda le candidature di personaggi che non partecipano alle primarie e che potrebbero imporsi nelle elezioni. Sono il verde Yannick Jadot, l’ex socialista Jean-Luc Mélenchon e il liberale Emmanuel Macron, l’uomo nuovo che è in strepitosa ascesa come avveniva per il tycoon statunitense sulle cui possibilità di successo prevaleva un largo scetticismo. Poi si è visto come è andata a finire, ma l’esperienza francese segue altri percorsi ed è condizionata dalle vicende europee. Su questo terreno pesano crescenti incognite cui non sono estranei gli sviluppi politici d’oltralpe.

 

N°133 domenica 22 gennaio 2017