L’arrivederci di Marcella

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Le principali istituzioni della autonomia locale, comuni e provincia, e tante realtà del territorio di Pesaro e Urbino, hanno espresso gratitudine per il servizio reso e tributato omaggio alla dottoressa Marcella Tinazzi, dirigente statale per sei anni preposta all’ufficio scolastico territoriale. Riguardo sentito, non comune né scontato. Dimostrazione di quanto la funzionaria statale abbia saputo efficacemente rapportarsi con le entità locali e risolvere i complessi problemi che il mondo scolastico solleva.

Passata ora alla direzione  del Centro provinciale istruzione adulti, a settembre la dottoressa Tinazzi andrà in congedo senza tristezze ma, come lei ha dichiarato, «con animo pieno di luce». Quando però ho ricevuto la  sua bella lettera di saluto mi sono chiesto quale potesse essere la sede del suo trasferimento da Pesaro. Non nascondo la sorpresa che mi ha colto nel leggere l’intervista da lei rilasciata a Solidea Rosati per il   Resto del Carlino da cui ho appreso che in realtà la conclusione della sua carriera era prossima: bisogna dunque capacitarsi che anche persone giovanili e piene di energie  vanno in pensione, colpite, come dicono i militari, «dai limiti dell’età»… anagrafica»!

La dirigente Tinazzi ha conquistato stima e simpatia a Pesaro e nel territorio e questo distacco non può lasciare indifferenti. Con la sua attiva presenza l’ambito territoriale   ha rafforzato qualificazione e prestigio delle strutture con lodevole elevazione della offerta didattica. E non ha mancato di dedicare efficaci attenzioni anche ad esigenze non ricorrenti nei compiti di istituto concorrendo a garantire alla comunità locale un significativo apporto culturale.

Personalmente poi non posso dimenticare la sua considerazione per il ruolo del conservatorio Rossini e la vicinanza alle sue iniziative: presente agli eventi promossi dall’istituto si è dimostrata attenta partecipe del «meraviglioso universo rossiniano», come lei ha scritto. Ricordo il suo dolente commento inviatomi per la tragica perdita di Eugenio Giordani: «Il suo Space ci ha reso orgogliosi, spesso i partners stranieri che giungevano in visita nelle nostre scuole lo conoscevano di fama, ne conoscevano la profondità innovatrice e chiedevano di visitare la sala ambisonica». La dottoressa Tinazzi ci dice infine che il suo saluto «vuole essere un arrivederci». Proposito che smorza la malinconia del distacco e ci rassicura di poter contare ancora su una personalità così ricca.

Giorgio Girelli

Presidente emerito del conservatorio statale Rossini di Pesaro

Nella foto: Marcella Tinazzi