L’ora degli spioni

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Michela Vittoria Brambilla. La pasionaria animalista è finita anche lei nella rete spionistica di controllo illegale della posta elettronica

L’inchiesta si chiama Eye Piramid; sono le due parole chiave: occhio e piramide. Gli sguardi indiscreti venivano illegalmente gettati sulla posta elettronica di personaggi di alto livello. A ordire e gestire l’illecita intromissione erano due fratelli, Giulio e Francesca Maria Occhionero, quarantacinque anni lui, ingegnere nucleare, e quarantanove lei. Entrambi finiti in carcere in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa  a Roma dal giudice Maria Paola Tomasella su richiesta del pubblico ministero Eugenio Albamonte.

         Venivano monitorate le attività di politici, manager, banchieri ed economisti, ma anche pubbliche istituzioni e studi professionali, per elaborare corposi dossier. Nella rete sono finiti personaggi come Piero Fassino, Daniele Capezzone, Ignazio La Russa, Vincenzo Scotti, Alfonso Papa, Walter Ferrara, Paolo Bonaiuti, Michela Brambilla, Luca Sbardella, Fabrizio Cicchitto, Vincenzo Fortunato. La lista è lunga e comprende, tra gli altri, il cardinale  Gianfranco Ravasi e il generale Paolo Poletti, vice direttore del servizio segreto estero. Presenti alcuni importanti ex: i premier Mario Monti e Matteo Renzi, il ragioniere dello stato Mario Canzio, il comandante generale della guardia di finanza Paolo Poletti. Su un orizzonte più ampio si segnala l’attuale presidente della banca centrale europea Mario Draghi.

         Gli indagati sono stati tratti in arresto perché sono molto noti negli ambienti internazionali ed è alto il pericolo di fuga che giustifica la più afflittiva misura cautelare. Il giudice rileva che spesso i sistemi informatici aggrediti sono di interesse militare o relativi all’ordine e alla sicurezza pubblica. I fratelli Occhionero, al fine di trarne profitto per sé o per altri ovvero di recare ad altri un danno, accedevano abusivamente a caselle di posta elettronica protette dalle relative password di accesso sia personali che istituzionali, appartenenti a professionisti del settore giuridico economico, nonché a numerose autorità politiche e militari di strategica importanza o di sistemi informatici protetti utilizzati dallo stato e da altri enti pubblici.

         Non si può trascurare, secondo quanto emerge dalla ordinanza, il fatto che in questo modo, oltre a permettere l’esportazione dei dati, possono prodursi modificazioni o alterazioni dei sistemi infiltrati. Ne deriva un grave rischio per la sicurezza delle operazioni gestite con questi mezzi. Tutto ciò è allarmante, in quanto i servizi resi dal sistema informatico pertengono alla sicurezza nazionale. Si pensi alle elaborazioni dell’Enav nel settore dell’aviazione civile.

         Il clima politico mondiale odierno implica conseguenze che si aggiungono in modo imprevedibile a quanto è emerso finora. Ci sono tutti gli ingredienti per una nuova spy story e per uno scandalo dagli innumerevoli risvolti politici e giudiziari.

N°122 mercoledì 11 gennaio 2017