Nuove maggioranze bulgare

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Cambio della guardia nel palazzo presidenziale di Sofia. Oggi si vota in Bulgaria per la scelta del capo dello stato e contemporaneamente per il nuovo sistema costituzionale. Le questioni sono tre: adozione del maggioritario per la elezione dei deputati, obbligatorietà del voto e riduzione del sussidio statale ai partiti o alle coalizioni. Il popolo viene correttamente chiamato a pronunciarsi con tre distinte schede, una per ogni quesito, ovvero, se si preferisce, con tre referendum diversi nella stessa tornata

Si vota oggi in Bulgaria: per il nuovo presidente e per il referendum sul sistema politico. Appare probabile un secondo turno di ballottaggio tra Tsetska Tsacheva, attuale presidente dell’assemblea nazionale di Sofia, per la formazione di centrodestra Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria (Gerb) e Rumen Radev, generale in congedo e già capo delle forze armate, sostenuto dal partito socialista bulgaro (Bsp). Una novità è costituita dalla introduzione nella scheda della casella «non sostengo nessuno». I candidati sono ventuno: il numero più alto dal 1992, l’anno delle prime elezioni presidenziali democratiche. Stavolta sono presenti le più disparate categorie: aspirano alla carica musicisti e showmen, un ex galeotto, un deputato nazionalista accusato di pedofilia e poi Plamen Oresharski, conosciuto per essere stato il meno popolare primo ministro nella storia del paese. Perché un candidato passi al primo turno bisogna ottenere la maggioranza assoluta delle preferenze nel presupposto della partecipazione al voto della metà più uno degli aventi diritto. Altrimenti si andrà al ballottaggio previsto per la prossima domenica 13 novembre.

 

N°59  domenica 6 novembre 2016