Referendum meno due

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La sala della Lupa a palazzo di Montecitorio, dove si conserva la copia originale della Costituzione

Ultimo giorno di campagna elettorale per il referendum costituzionale di domenica e poi una pausa di silenzio. Si voterà con un sì o con un no alla corposa riforma che ha superato le fasi della doppia lettura parlamentare e ora passa al vaglio degli elettori, che potranno confermarla definitivamente o altrettanto definitivamente bocciarla lasciando al parlamento il compito di ricominciare daccapo. Se ciò avvenisse, potrebbero ottenersi le intese necessarie per una nuova riforma da approvare con la maggioranza dei due terzi che eviterebbe il ricorso a un altro referendum fortemente divisivo.

Ultimo appuntamento giudiziario per gli aspetti cautelari dinanzi al consiglio di stato, che ha rigettato con una ordinanza la richiesta di sospensione del referendum dando il via libera definitivo alla consultazione popolare. Concluse intanto le operazioni elettorali per il voto degli italiani all’estero, che hanno fatto registrare un record di partecipazione con una affluenza intorno al 40 per cento. Le previsioni darebbero cinquecentomila voti in più per il sì, ma si tratta di stime tutte da verificare.

Il quesito referendario, sul quale l’elettore dovrà pronunciarsi sbarrando la casella del sì oppure quella del no, è formulato nei seguenti testuali termini che hanno fin qui superato le verifiche giudiziarie: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della costituzione” approvato dal parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?»

 

 

N°84  giovedì 1° dicembre 2016