Restrizioni per gli stranieri in Cina

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Una ragazza straniera nella città cinese di Xian

Nuovo sistema di classificazione in Cina degli stranieri, che vengono divisi in tre categorie. Solo la prima può contare sulla permanenza in quel territorio e comprende i giovani talenti creativi. La seconda è costituita da persone che possono riempire un vuoto temporaneo, soprattutto nelle aree tecniche e di gestione. La terza infine viene riferita al settore dei servizi e riguarda lavoratori temporanei, stagionali o non qualificati. Il quotidiano ufficiale del ministero delle risorse umane e della sicurezza sociale specifica che si vuole raggiungere una economia più focalizzata verso l’innovazione in un’ottica di semplificazione. Si tratta ora di vedere come verranno individuati i soggetti da prendere in considerazione per applicare nei loro confronti i criteri di selezione determinati dalla normativa in fase di attuazione.

            Per il momento non vengono date indicazioni particolari su chi potrebbe essere inserito nei singoli gruppi, né è stato comunicato come si intende procedere per dare seguito alla intenzione di limitare rigorosamente coloro che saranno ritenuti meno meritevoli. Da quanto è trapelato sulle linee guida  si seguirà un metodo di punteggio tra zero e cento da calcolare in base a sei variabili: salario, grado di istruzione, numero di anni di esperienza in Cina, livello di conoscenza del mandarino, età e luogo di residenza.

            Andranno in prima categoria coloro che otterranno un punteggio superiore a 85, in seconda quelli compresi tra 60 e 85 e in terza coloro che avranno ottenuto la sufficienza con 60 punti. Il fattore residenza potrebbe avere un peso a seconda della dislocazione geografica. Risulterebbero privilegiati coloro che vivono in luoghi meno sviluppati rispetto a coloro che popolano le grandi città. L’età potrebbe giocare a sfavore dei più giovani e dei più vecchi, secondo una valutazione di maggiore capacità di prestare la propria opera.

            Le prospettive appaiono preoccupanti e le prime reazioni tradiscono una certa apprensione. Un insegnante di inglese residente a Pechino ha espresso la speranza di rientrare almeno nella seconda categoria e di potere rinnovare il visto; però non nasconde i suoi timori nonostante possieda un titolo universitario.

            Si confida, in generale, su annunci più espliciti che possano fugare le incertezze dei seicentomila stranieri censiti nel 2010. Allo stato attuale delle notizie, si sa che il nuovo sistema di permessi di soggiorno, prima di venire esteso a tutto il paese nel prossimo marzo, interesserà nove province, tra cui Pechino, Shangai e Tianjin.

N° 55  mercoledì 2 novembre 2016