Orgoglio magiaro al referendum

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Il primo ministro ungherese Victor Orban

Nello stesso giorno in cui si ripete il ballottaggio presidenziale in Austria, dopo che quella corte costituzionale ha annullato le elezioni del 22 maggio, si tiene oggi in Ungheria il referendum con il seguente testuale quesito: volete o no che l’Unione europea possa obbligarci ad accogliere in Ungheria, senza l’autorizzazione del parlamento ungherese, il ricollocamento forzato di cittadini non ungheresi? Altra tegola su una Europa sconquassata dalle contraddizioni e incapace di avviarsi seriamente verso quella struttura federale che viene indicata con crescente insistenza come l’unica possibilità di salvezza di un continente alla deriva. Ennesima sfida di un leader locale, questa volta il primo ministro Victor Orban, galvanizzato dalle inquietanti ripercussioni della Brexit e dall’effetto domino che ne è scaturito soprattutto sul versante orientale. La questione dei profughi è agitata dai paesi del gruppo di Visegrad, che comprende, oltre alla Ungheria, la Polonia, la Repubblica ceca e la Slovacchia. Il socialista Peter Niedermuller sostiene che Orban non è contro l’Unione europea, ma vuole un’Europa diversa da quella attuale: vuole identità nazionali forti, un ritorno alle radici cristiane, più omogeneità etnica all’interno degli stati

N° 24 domenica 2 ottobre 2016

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