L’Europa presenta il conto

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Pierre Moscovici, commissario europeo per gli affari economici e monetari, con il ministro italiano dell’economia Pier Carlo Padoan. Si discute sulla riduzione del deficit strutturale del nostro paese

La commissione europea starebbe per chiedere al nostro governo di assumere impegni precisi per la correzione dei conti entro il primo febbraio, data della pubblicazione delle nuove previsioni economiche. Mancherebbero 3,4 miliardi di euro per rientrare nella riduzione dello 0,2 per cento del deficit strutturale rispetto al prodotto interno lordo. Secondo fonti qualificate, il governo italiano ha già ricordato che il percorso di riduzione del rapporto tra debito e pil non registra ancora un’adeguata propensione alla contrazione. Vi sarebbero due fattori fuori controllo: l’aumento dei prezzi negativo e le condizioni avverse dei mercati finanziari. Sotto il primo profilo, l’Istat ha confermato che nell’anno scorso i prezzi al consumo hanno registrato una variazione negativa dello 0,1 per cento. Sotto il secondo profilo, è stata compromessa la cessione di beni del patrimonio dello stato a condizioni adeguate, mentre le intenzioni sarebbero quelle di evitare di svendere asset nazionali.

         Sta di fatto che il fondo monetario ha effettuato delle stime al ribasso circa il prodotto interno lordo. A tale riguardo il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan si è detto un po’ stupito, perché le ragioni addotte per una crescita più bassa si riconducono alla maggiore incertezza politica, difficile da argomentare dopo il referendum e con un governo in continuità con il precedente, oltre ai problemi con le  banche. Proprio per fronteggiare la crisi in questo settore, il governo ha indicato la cifra di venti miliardi.

         Il ministro ha voluto sottolineare che tali somme sono più che abbondanti, se si tiene conto degli effettivi punti delicati del sistema bancario italiano, che peraltro sta dimostrando segni di vitalità e sta migliorando. Ha poi spiegato che le misure a favore delle banche aumenteranno il debito, ma hanno natura temporanea e vengono adottate in via precauzionale. Ha infine assicurato che questi miliardi saranno restituiti agli italiani quando lo stato avrà completato il piano di ristrutturazione del settore e potrà rivendere le partecipazioni, cosa che potrebbe avvenire con profitto, sempre che tutto possa filare liscio.

N°128 martedì 17 gennaio 2017